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3 dicembre 2009

Storia in Pillole: Servio Tullio, il sesto re di Roma

Servio Tullio, di origini molto povere (il suo nome deriva infatti dalla parola “servo”), fu incoronato come sesto re di Roma grazie all'astuzia di Tanaquil, moglie del re Tarquinio Prisco.

Infatti, quando Tarquinio Prisco fu ucciso nel 578 a.C. in una congiura, la sua vedova fece in modo di tenere nascosta la notizia, dicendo che il marito era in realtà in gravi condizioni di salute e che, fino alla sua guarigione, il sostituto sarebbe stato Servio Tullio perché aveva visto nel ragazzo grandi doti di reggente.
Quando, passato un po' di tempo, Servio si fu integrato perfettamente nel suo ruolo di regnante, Tanaquil comunicò la morte del marito.

Servio Tullio è ricordato per alcune sue importanti riforme. Innanzitutto, estese la possibilità di entrare a far parte dell'esercito anche ai plebei, anche se questo causò una dura reazione dei patrizi, che vedevano sfumare alcuni dei loro privilegi importanti.

Poi riuscì a espandere i domini della Città, includendo i territori di quelle vicine, come Tarquinia, Cere e Velo. Infine suddivise le tribù romane per luogo di appartenenza (Suburbana, Palatina, Esquilina, Collina) e non per le loro origini, omogeneizzando definitivamente la popolazione e semplificando le operazioni di censimento e amministrative.

Essendo anche lui molto attento all'aspetto religioso del suo regno, fece edificare un Tempio alla dea Fortuna e un Tempio a Diana.

Servio Tullio fu ucciso nel 539 dal suo successore, Tarquinio il superbo, che ebbe come complice la seconda moglie Tullia Minore, figlia minore di Servio; si tramanda infatti che Tarquinio, dopo aver provocato il re, gettasse questo giù dalle scale della Curia; il sovrano, ferito ma non ancora morto, fu ucciso dalla figlia, che gli passò sopra con un carro trainato da cavalli mentre cercava di scappare dal foro.


Su Wikipedia si può leggere anche che:

Secondo un'antica tradizione la figura di Servio Tullio si identifica con quella di Mastarna, alleato di Celio Vibenna (o Vivenna), entrambi condottieri etruschi impegnati in spedizioni di conquista in Etruria e nei territori circostanti, e rifugiatisi, al termine di alterne vicende belliche, sul Monte Celio a Roma. Mastarna avrebbe poi ottenuto il regno e cambiato il proprio nome etrusco, assumendo quello latino di Servio Tullio. Questa versione dei fatti fu oggetto anche di un famoso discorso al Senato dell'imperatore etruscologo Claudio (riportato nelle tavole di bronzo di Lione).

Affresco dalla Tomba François di Vulci raffigurante la liberazione di Celio Vibenna; il personaggio a sinistra è Macstarna, poi re di Roma col nome di Servio Tullio.Gli storici, al di là degli aspetti leggendari del racconto, non escludono che possa avere qualche fondamento di verità, e portano a sostegno di questa ipotesi anche i famosi affreschi della Tomba François di Vulci che rappresentano in modo sorprendentemente realistico questo ciclo di racconti epici.

Si può tuttavia giungere anche alla conclusione che il nome Mastarna (Macstrna) fosse soltanto il titolo con il quale Servio Tullio veniva chiamato in battaglia: non sarebbe impossibile infatti intravedere nella parola mastarna la radice di magister ("maestro"), cioè, in questo caso, magister maximus della legione romana. Secondo Massimo Pallottino (Origini e storia primitiva di Roma) Mastarna sarebbe il "servitore" di Celio Vibenna (Caile Vipinas), perché il suffisso -na indica appartenenza; quindi Macstrna sarebbe "appartenente al magister" (macstr = magister). Dopo la conquista di Roma e la morte di Celio Vibenna, Mastarna entrò in contrasto con Aulo Vibenna, fratello di Celio, e infine lo uccise, restando unico padrone della città.

 

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